Regime forfettario

Regime forfettario

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Regime forfettario

Il regime forfettario è oggi la forma fiscale più utilizzata da professionisti, artigiani, freelance e piccoli imprenditori. Introdotto nel 2015 con la Legge 190/2014, si è progressivamente affermato come la scelta ideale per chi apre una nuova attività, grazie alla sua semplicità gestionale e ai vantaggi fiscali significativi.

In questa guida aggiornata al 2025 analizziamo in modo chiaro e completo come funziona il regime, quali sono i requisiti richiesti e le principali novità introdotte quest’anno.

Cos’è il regime forfettario

Si tratta di un regime fiscale agevolato che consente ai titolari di partita IVA di applicare un’imposta unica e sostitutiva pari al 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni in caso di nuove attività), in luogo di IRPEF, addizionali e IRAP.

Tra i principali vantaggi troviamo:

esclusione dall’applicazione dell’IVA;

esenzione da ritenute d’acconto e registri contabili complessi;

adempimenti ridotti e gestione amministrativa più snella.

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Requisiti di accesso nel 2025

Per poter aderire o permanere nel regime forfettario nel 2025 è necessario rispettare i seguenti limiti:

Ricavi o compensi annui: non superiori a 85.000 €;

Redditi da lavoro dipendente o pensione: non superiori a 35.000 € (novità temporanea valida solo per il 2025);

Spese per lavoro dipendente e collaboratori: non oltre i 20.000 €;

Partecipazioni societarie: esclusi i soggetti che detengono quote di controllo in società con attività analoghe;

Clienti ex datore di lavoro: il fatturato derivante da ex datori di lavoro non può superare il 50% dei compensi.

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Cause di esclusione e decadenza

Il regime forfettario cessa di applicarsi:

dall’anno successivo, in caso di ricavi superiori a 85.000 €;

nello stesso anno, con passaggio immediato al regime ordinario, in caso di superamento della soglia dei 100.000 €.

Restano inoltre esclusi coloro che applicano regimi IVA speciali, chi opera prevalentemente nei confronti del proprio ex datore di lavoro e chi possiede partecipazioni in società con attività riconducibili alla propria.

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Modalità di calcolo del reddito e dell’imposta

Il reddito imponibile non corrisponde ai ricavi totali, ma si determina applicando al fatturato un coefficiente di redditività, variabile in base al codice ATECO (es. 78% per i professionisti, 40% per il commercio).

Su questa base imponibile si applica l’imposta sostitutiva del 15% o, in caso di startup, del 5% per i primi cinque anni.

Esempio pratico:

Un consulente che fattura 40.000 € annui con coefficiente 78% → imponibile 31.200 € → imposta sostitutiva al 15% = 4.680 € (oltre ai contributi previdenziali).

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Contributi previdenziali

I contributi rappresentano un aspetto fondamentale nella valutazione della convenienza del regime.

Artigiani e commercianti: versano contributi fissi e variabili con una riduzione del 35%. Per i nuovi iscritti nel 2025 è previsto uno sconto del 50%.

Professionisti senza cassa: contribuzione pari al 25,72% del reddito imponibile, con possibilità di addebitare in fattura un contributo di rivalsa del 4%.

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Obblighi e adempimenti

Pur essendo un regime semplificato, rimangono alcuni obblighi:

fatturazione elettronica obbligatoria dal 2024;

inserimento delle dicitura specifiche in fattura che attestino l’adesione al regime;

conservazione ordinata di fatture emesse e ricevute.

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Novità 2025 e prospettive future

Le principali novità introdotte quest’anno sono:

l’aumento a 35.000 € del limite di reddito da lavoro dipendente o pensione (solo per il 2025);

la riduzione del 50% dei contributi previdenziali per artigiani e commercianti di nuova iscrizione.

Si tratta di misure transitorie, che potrebbero essere riviste o non confermate nel 2026. Tuttavia, il regime forfettario resta un pilastro del sistema fiscale italiano e difficilmente verrà abrogato.

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Riepilogo essenziale

Aliquota: 15% (5% per i primi 5 anni).

Limite ricavi: 85.000 € annui.

Lavoro dipendente/pensione: 35.000 € (solo nel 2025).

Spese per dipendenti/collaboratori: max 20.000 €.

Decadenza: oltre 85.000 € l’anno successivo, oltre 100.000 € immediata.

Contributi INPS: ridotti del 35% (50% per nuovi iscritti artigiani/commercianti nel 2025).

Novità 2025: soglia lavoro dipendente/pensione 35.000 €, contributi dimezzati per nuove iscrizioni.

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Conclusione

Il regime forfettario rappresenta una grande opportunità di risparmio fiscale e semplificazione gestionale, ma è fondamentale verificare con attenzione la propria posizione personale per non incorrere in esclusioni o decadenze.

Il nostro studio è a disposizione per valutare la tua situazione e guidarti nella scelta più adatta, dall’apertura della partita IVA alla gestione fiscale annuale.

👉 Contattaci per una consulenza personalizzata: un professionista dedicato ti aiuterà a capire se il regime forfettario è la soluzione più vantaggiosa per te.


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